La medicina funzionale è una medicina personalizzata che non fa riferimento solo ai sintomi, ma all’intero organismo.
Una medicina centrata sul paziente: un nuovo modo rivoluzionario di studiare le cause profonde della malattia e come i nostri geni, l’ambiente e lo stile di vita siano determinanti per l’insorgere di qualsiasi patologia.

La domanda fondamentale per la medicina funzionale è “perché”?
La domanda giusta è “dove stanno gli squilibri”?
L’obiettivo è comprendere ciò che disturba la normale funzionalità dei nostri sistemi funzionali e come è possibile farli lavorare nel modo migliore.

Si cura l’intero sistema funzionale, non solo il sintomo. E questa è la novità – se poi di novità si può davvero parlare, dato che la visione olistica del corpo nel suo insieme e della malattia ha larghi riscontri nella cultura orientale già dall’antichità. 

Si ricerca la causa, e non ci si accontenta di curare solo il sintomo per cui a volte la terapia può non essere terapeutica.
Ma soprattutto si parte dal presupposto che non c’è bisogno di farmaci se il nostro corpo è in salute. Il nostro corpo ha in sé la capacità innata di guarirsi, laddove riusciamo a dargliene correttamente la possibilità. L’obiettivo è dunque mettere il sistema in condizione di recuperare da solo salute e benessere.

La medicina funzionale funziona perché cerca di comprendere il modo in cui i sistemi dell’organismo sono interconnessi, anziché considerarli separati e parti del corpo isolate tra loro.

Abbiamo fatto una bella chiacchierata con il Dott. Silvestro Canzano, che da quando ha incontrato la medicina funzionale è stato – parole sue – amore a prima vista.

 

 

Dott. Canzano, che cos’è la medicina funzionale?

L’obiettivo è la salute del paziente ottenuta ottimizzando la funzione di cellule, tessuti ed organi. È un approccio che mira direttamente alle cause profonde delle malattia basandosi sulla conoscenza della fisiologia e biochimica umana. È l’evoluzione della pratica della medicina, e affronta meglio le esigenze sanitarie del XXI secolo spostando la tradizionale attenzione centrata sulla malattia  della pratica medica convenzionale ad un approccio più centrato sul paziente. Valuta tutta la persona, non solo un corteo isolato di sintomi. Inoltre la persona collabora con il medico diventando così protagonista della sua guarigione e del mantenimento dello stato di salute.

Dove trova maggior applicazione oggi?

La medicina funzionale trova maggior applicazione nella prevenzione e nella cura delle malattie croniche e degenerative, con l’obiettivo di riportare in equilibrio lo stato di salute della persona.

Medicina funzionale e medicina scientifica: sinergia possibile?

La medicina funzionale si fonda sulle conoscenze base di fisiologia e biochimica umana, soddisfa – appieno –  i criteri della medicina basata sull’evidenza ed è un metodo che integra altre discipline mediche di cui spesso migliora l’efficacia e ne riduce gli effetti collaterali. 

Come si va a ristabilire l’equilibrio dei sistemi nel momento in cui insorge una patologia?

Tramite l’approccio funzionale metodo 2-5-7 in cui il medico si chiede se la persona ha bisogno di liberarsi di qualcosa per ripristinare l’equilibrio – tossine, cattiva alimentazione, infezioni, allergie, stress, squilibri ormonali – oppure ha delle carenze. Carenze che possono essere nutrizionali, ormonali, legate alla luce, l’acqua, l’aria, il sonno, il rilassamento, il movimento, l’amore, la condivisione… per il suo funzionamento ottimale.

Qual è l’importanza dell’alimentazione nella medicina funzionale?

L’alimentazione è basilare perché attraverso l’alimentazione noi introduciamo nel nostro organismo i micro e macro nutrienti che occorrono per il buon funzionamento del nostro organismo. Devono essere alimenti freschi, preferibilmente non confezionati, biologici e cucinati a basse temperature per mantenere intatti tutti i micronutrienti.

Integrazione: perché è così importante?

La coltivazione e l’allevamento intensivi, il trasporto a grandi distanze dei prodotti alimentari, nonchè la conservazione a volte per settimane dei prodotti prima del consumo, comportano un abbattimento soprattutto di vitamine e sali minerali contenuti negli alimenti. Ecco perché è importante integrare.
L’integrazione va però praticata dopo aver cercato i segni clinici di carenza e aver dosato con un prelievo ematico eventuali carenze di vitamine e sali minerali, sotto la guida di un terapeuta esperto.