Mangiare in funzione di quello che siamo: ritrovare una dimensione di consapevolezza che ci permetta di essere i veri protagonisti attivi della nostra vita e della nostra salute.
Lo dice anche l’OMS: “Il benessere è lo stato emotivo mentale e fisico, sociale e spirituale, che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.
Stare bene è una priorità, e dieta e salute non possono essere lasciate al caso. Men che meno ora che abbiamo tutti gli strumenti per agire direttamente e attuare strategie preventive efficaci.
Il test genetico è un investimento a lungo termine, che ci permette di individuare informazioni utili a mettere in atto abitudini e atteggiamenti mirati a migliorare la qualità della vita sin da ora. Ognuno di noi reagisce in maniera diversa a parità di stile di vita e alimentazione, ecco perché conoscerci ci rende liberi.

Abbiamo scambiato due chiacchiere proprio con il Dott.Damiano Galimberti – specialista in Scienza dell’Alimentazione, presidente dell’AMIA (Associazione Medici Italiani Antiaging), professore a contratto in nutrigenomica e medicina antiaging, autore dei libri “La dieta del Dna” e “La medicina dell’aging e dell’antiaging” – per far luce sulle possibilità che ci offre un’alimentazione “ad personam”.

Dott. Galimberti, Lei ci insegna che conoscere le nostre informazioni genetiche ci permette di avere maggior controllo sulla nostra salute. Come possiamo ottimizzare il nostro stile di vita e renderlo migliore?

I geni, i mattoni costitutivi del DNA, sono un tesoro di informazioni inestimabile a cui si può attingere. Come mangiare? Quali vitamine assumere? Che proteine o carboidrati incamerare durante la giornata? Qual è l’attività fisica migliore da praticare? Quali gli stili comportamentali e alimentari appropriati? Come detossificare? Quali i cibi più idonei e più utili?
Per molte risposte occorre leggere il DNA: un’alimentazione a misura scientificamente personale, con finalità di calo ponderale, benessere, prevenzione e lunga vita. Un profilo genetico dettagliato, che stabilirà quali prodotti assumere per ottenere i miglioramenti di salute desiderati. Una “campagna” di ottimizzazione dello stile di vita: se so, posso inquadrare quei fattori che mi possono avvantaggiare e quelli che possono svantaggiarmi, così da perfezionare il mio stile di vita e adeguarlo alla mia costituzione genetica. 

Possiamo attivare e/o spegnere i nostri geni, come?

Il DNA è una sorta di enciclopedia della vita: contiene tutte le informazioni che determinano il funzionamento dell’organismo e del suo metabolismo. Scoprirne pregi e difetti consente di imparare ad azionarlo, andando a capire come lavorano i geni, gli attori delle azioni. Non solo: conduce anche dietro le quinte del rapporto che regola la comunicazione tra le molecole presenti nei cibi, le proprie abitudini nutrizionali e la possibilità di accendere o spegnere i geni, così da mangiare a misura di DNA. Il tutto attraverso una alimentazione personalizzata e una altrettanto personalizzata scelta degli integratori più idonei: quelli che effettivamente sono funzionali alle proprie caratteristiche genetico-costituzionali.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di programmi ad personam: conoscere ci rende liberi. La medicina personalizzata è per tutti o è ancora solo appannaggio per pochi?

I costi dei test oggi sono assai più accessibili di un tempo e poi si tratta di investire sulla propria saluteIl test si fà una volta nella vita e con un minimo investimento, a vita posso sapere ciò che mi avvantaggia e le pecche della mia costituzione primaria. Se faccio un’assicurazione per una macchina, non la faccio sperando di non avere più un incidente, ma perché, nel malaugurato caso che accada, possa qualcuno provvedere al mo posto. Quindi assicuriamo la nostra salute: investo oggi per prevenire – e pagare un domani, con un invecchiamento patologico.  

 

 

Intestino: che ruolo gioca nel mantenimento del peso forma?

Direi fondamentale, in quanto esiste un’asse intestino-cevrello e poiché la flora microbica che tappezza il nostro intestino rielabora quello che noi introduciamo – non sterili calorie, ma attive molecole – determinando la biosintesi di altre molecole che possono attentare o al contrario favorire lo stato di salute. Esiste anche il test del microbiota intestinale, una sorta di valutazione degli inquilini che ospito e di come l’apparato gastroenterico funziona: infiammazione, eccessiva permeabilità intestinale, troppe specie patogene. Anche in questo caso se so, posso poi ottimizzare il mio senso di benessere psico-fisico.

Medicina Antiaging: come è in grado di condizionare il processo di invecchiamento?

Attraverso tre P: prevenzione, personalizzazione e partecipazione. Coinvolgere in un percorso strategico la persona, affinché possa diventare la protagonista attiva della sua vita in chiave di salute, performance e benessere.

Come invecchiamento e malattia si influenzano reciprocamente?

La malattia è un fattore accelerante il naturale invecchiamento. Ma oggi un check up mirato può consentire di valutare la nostra reale età biologica e programmare strategie per un invecchiamento di successo – successful aging.